LA PAROLA AI CONSIGLIERI – ANNALISA PINI

Annalisa Pini, Capogruppo del Gruppo Consiliare CIVITAS CIVICI

Salvi per Ancona: un impegno concreto per la salute dei cittadini

Nel cuore della città di Ancona, il gruppo politico Salvi per Ancona continua a lavorare per affrontare le sfide assistenziali che gravano sui cittadini. La nostra città ospita tre importanti realtà ospedaliere: l’azienda Torrette-Salesi e l’INRCA, fondamentali per la sanità locale, ma sempre più sotto pressione a causa dell’iperafflusso al Pronto Soccorso e delle lunghe liste d’attesa.

Questi problemi non nascono oggi e non possono essere risolti solo a livello cittadino, poiché derivano da scelte politiche stratificate nel tempo come l’aver chiuso i piccoli ospedali periferici senza aver implementato la risposta del territorio, o come il non aver fatto una corretta programmazione delle carenze che si sarebbero create in questi anni, tenuto conto che per formare un medico occorrono minimo 9 anni. Tuttavia, sostenere che la soluzione sia esclusivamente nelle mani di altri è un alibi che non vogliamo accettare. La risposta deve partire dal territorio, migliorando l’efficienza delle strutture sanitarie locali.

La rete territoriale: un’opportunità da valorizzare. Negli ultimi mesi, Ancona ha visto l’apertura del Poliambulatorio Bonarelli, situato nel cuore della città negli spazi dell’ex Umberto I. Inoltre, presso la struttura dell’ex CRASS, la Palazzina 23 ospita un poliambulatorio operativo. Entrambi i poliambulatori offrono servizi di specialistica ambulatoriale, prestazioni radiologiche e di laboratorio e prestazioni distrettuali. Queste strutture rappresentano un primo passo verso una sanità più accessibile e diffusa. Tuttavia, la vera chiave di volta non è soltanto l’incremento delle prestazioni sul territorio, ma anche una presa di coscienza collettiva sui reali bisogni di salute.

Una sanità da ripensare: dal paziente alla persona

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è nato in un’epoca in cui le esigenze sanitarie erano diverse: le terapie oncologiche erano poche e poco costose, l’aspettativa di vita più breve e le pluripatologie meno frequenti. Oggi, però, ci troviamo di fronte a un sistema che fatica a rispondere a ogni necessità senza il contributo consapevole della popolazione.

Per contestualizzare la nostra realtà, come emerso dall’ultimo aggiornamento dello stato di salute nel 2025 redatto dall’unità di epidemiologia e ambiente e salute, la provincia di Ancona conta 461.645 residenti, con un’età media di circa 48 anni. L’aspettativa di vita è superiore alla media italiana: 82,6 anni per gli uomini e 86,5 anni per le donne.

L’Indice di vecchiaia, che rappresenta il rapporto tra anziani e giovani è significativo, con 235 anziani ogni 100 persone sotto i 18 anni. Questo squilibrio demografico pone sfide importanti per la sostenibilità dei servizi sanitari.

La percezione dello stato di salute dichiarata dal 71% della popolazione tra i 18 e i 69 anni è di una buona o ottima salute, un dato leggermente inferiore alla media nazionale.

Le cause di mortalità standardizzata per tutte le cause sotto i 75 anni è pari a circa 253 decessi ogni 100 mila abitanti, dimostrano un elevato impatto delle patologie cronico-degenerative sulla qualità della vita e sulle risorse sanitarie, riguardano morti da: malattie cardiovascolari: 30%; tumori maligni: 23%; malattie respiratorie: 7%.

Questi dati evidenziano l’importanza di una sanità territoriale efficiente e di una maggiore consapevolezza nell’uso dei servizi sanitari, che si dovrebbe estrinsecare in: una riduzione dei comportamenti a rischio (fumo, alcol e sedentarietà ancora diffusi necessitano di interventi di prevenzione e promozione di stili di vita sani); prevenzione e adesione a screening oncologici, che sono comunque nella nostra realtà superiori alla media nazionale e regionale: Cervice uterina: 56%,Mammella: 55,4%,Colon-retto: 43,3%.

La sanità nella provincia di Ancona si distingue per un’elevata aspettativa di vita e un buon livello di adesione ai programmi di prevenzione, elementi che indicano una popolazione attenta alla propria salute. Tuttavia, il progressivo invecchiamento demografico e l’alto impatto delle malattie croniche impongono una pianificazione sanitaria mirata. È essenziale continuare a investire in efficienza territoriale, migliorare il benessere psicologico e sensibilizzare su un uso appropriato dei servizi sanitari per garantire sostenibilità ed equità nell’accesso alle cure.

Troppo spesso, i bisogni sanitari sono indotti, alimentati dal bombardamento informativo dei social media o da protocolli rigidi che si concentrano sulla malattia, piuttosto che sulla persona. Il risultato? Esami prenotati più volte senza reale necessità, percorsi diagnostici frammentati e una sanità che rischia di diventare sempre meno sostenibile.

Il ruolo degli amministratori locali
Come amministratori della città, il nostro compito è sensibilizzare la popolazione sull’importanza di un uso responsabile dei servizi sanitari. Non si tratta di limitare l’accesso alle cure, ma di garantire che ogni prestazione sia erogata con appropriatezza prescrittiva, trattando il paziente nella sua interezza e non solo la sua patologia.
La gestione della sanità e le scelte in termini di organizzazione dei servizi sanitari dipende da altri, ma la risposta dell’amministrazione locale ai bisogni sociosanitari è frutto di scelte anche comunali: larga parte dei bisogni di salute parte dalla gestione dell’ambito sociale con adeguate risorse messe in campo. L’impegno della nostra amministrazione si fa sentire, non da ultimo, con due recenti bandi: assegno di cura per anziani non autosufficienti e contributi a favore di persone con disabilità gravissima. Si può agire in maniera concreta per migliorare l’accessibilità alle strutture sanitarie ottimizzando la viabilità urbana, garantendo collegamenti agevoli ai presidi sanitari. La disponibilità di parcheggi, la gestione del traffico e le scelte urbanistiche devono essere pensate per facilitare l’accesso ai poliambulatori e agli ospedali, riducendo gli ostacoli logistici che spesso aggravano le difficoltà dei pazienti, soprattutto anziani o con mobilità ridotta.

L’attività e l’impegno che può essere competenza del Comune è sicuramente quello di portare a conoscenza i cittadini di opportunità a loro rivolte. In questo senso abbiamo anche organizzato un incontro con cittadini di etnia bengalese sul diabete con la dottoressa Taus e il dottor Petrelli (rete diabetologica Marche), la dottoressa Pelliccia e il dottor Coppari, con simultanea traduzione dei contenuti ad opera di un cittadino bengalese, che colgo l’opportunità di questa occasione per ringraziare, Najid. L’idea era quella di condividere informazioni in lingua bengalese, prontamente rilanciata al suo team dal dottor Petrelli che ha annunciato il rilascio di un video in lingua bengalese, che sarà utilissimo data la prevalenza del diabete in quella etnia.

L’impegno della lista Salvi per Ancona, che rappresento in Consiglio Comunale, si traduce proprio in una attenzione trasversale su questi temi. La sanità non può essere considerata un ambito isolato, ma un tassello di un sistema più ampio che include infrastrutture, servizi sociali e politiche urbanistiche.

Solo con un approccio integrato sarà possibile garantire ai cittadini non solo cure più accessibili, ma anche un contesto urbano che ne faciliti l’utilizzo in modo concreto ed efficace.

Salvi per Ancona continuerà a lavorare affinché la nostra sanità territoriale diventi più efficiente e consapevole, un sistema che possa davvero rispondere alle esigenze di tutti, senza sprechi né disfunzioni.

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