Questo è lo spazio dedicato ai Consiglieri comunali, che, a rotazione, ogni volta un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione, illustrano i progetti significativi della propria attività
Stazione marittima e metropolitana di superficie: progetti che guardano ancora al futuro.
L’elenco delle occasioni perse da questo capoluogo è molto lungo e, quella che poteva e doveva essere una città moderna con lo sguardo al futuro, è oggi un luogo fermo, incapace di assumere decisioni coraggiose per rilanciare la sua stessa identità. Tra i tanti temi di questo elenco c’è senza dubbio quello della stazione marittima e, più in generale della metropolitana di superficie, un progetto importante e strategico dove le varie istituzioni del territorio hanno investito soldi e competenze fin dagli anni 90 senza mai arrivare ad un punto finale. L’iniziativa nasceva dalla giusta intuizione di alleggerire il traffico su gomma nell’area vasta, collegando centri urbani e nodi strategici (come porto, aeroporto, interporto e aree industriali/sportive) tramite l’utilizzo della rete ferroviaria esistente. Tra le stazioni e fermate interessate figurano Ancona Centrale, Falconara, Jesi, Chiaravalle, Castelferretti, Palombina, Marzocca, Varano, oltre alle fermate specifiche di Ancona-Stadio, Camerano-Aspio e, appunto, Ancona marittima. Un progetto dal grande impatto strategico capace, non solo di immaginare uno strumento di mobilità sostenibile su ferro idoneo a connettere Ancona con il suo hinterland, ma anche di andare ad abbattere di molto la mole di traffico privato su gomma che ogni giorno si riversa sul capoluogo con evidenti conseguenze su viabilità, ambiente e salute pubblica. Come spesso accadde, però, il progetto, dopo aver visto una sua partenza (si pensi alla realizzazione delle stazioni “Ancona-stadio” , “Camerano” o “Torrette”), si è arenato dentro una delle tante pastoie politiche – burocratiche di questo paese; evidentemente, poi, la chiusura della stazione marittima ha inferto un colpo quasi mortale al disegno complessivo. Dopo anni di voci e insinuazioni, oggi RFI sembra finalmente aver redatto un nuovo progetto per la riapertura della stazione marittima e la rimessa in funzione dei binari per l’ingresso in città con i treni. Al netto di ogni valutazione tecnica, sono convinto che questa sia un’occasione da non perdere per tentare di rimettere in moto una progettualità che possa proiettare Ancona verso un futuro che metta al centro una mobilità sostenibile e uno sviluppo del territorio finalmente libero dalla schiavitù del traffico su gomma. Credo sia compito di tutta la politica locale sostenere questa possibilità e lavorare affinché si trovino le risorse per la realizzazione del progetto. Ancona non può perdere anche questo treno.





