L’adattamento teatrale de “Le città invisibili” di Italo Calvino è diretto da Giuseppe Dipasquale
A cinquant’anni dall’uscita de Le città invisibili di Italo Calvino, prende vita un nuovo e originale adattamento teatrale, “Marco Polo e le città invisibili” firmato da Edoardo Erba e diretto da Giuseppe Dipasquale, direttore di Marche Teatro. Ed è proprio con questo lavoro, che vede protagonista Luca Zingaretti, attore tra i più popolari in Italia e non solo per avere vestito i panni del commissario Montalbano, uscito dalla penna di Andrea Camilleri (esperienza definitivamente conclusa), che si inaugura mercoledì 4 novembre la stagione teatrale del Teatro delle Muse. Una stagione che vanta 48 titoli per 86 serate di spettacolo tra prosa, danza, musical, balletto, comici, talk e presentazioni. Otto dei titoli sono prodotti da Marche Teatro. Lo spettacolo rielabora il testo calviniano trasformandolo in un avvincente thriller psicologico e politico con adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba.
Alla corte di Kublai Khan, in un Oriente che è soprattutto un luogo della mente, si presenta un uomo che afferma di essere Marco Polo. La sua vera identità resta però avvolta nel dubbio: saranno le storie che saprà narrare a determinare la sua sorte. Il racconto avviene tra città immaginarie e mondo contemporaneo, tra metropoli sommerse dai rifiuti, reti digitali e identità sempre più fragili, ne emerge così un dialogo tra verità e illusione. Al regnante- che chiede certezze- il viaggiatore apre squarci su mondi impossibile , non gli offre confini difendibili ma visioni. “Un’esperienza teatrale, quella magistralmente ridefinita da Edoardo Erba – ha sottolineato Dipasquale– che ha come obiettivo quello di interrogare gli spettatori sul presente, sulle nostre abitudini e sul modo in cui percepiamo il mondo che viviamo”. Il duello tra i due prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità.
Luca Zingaretti veste i panni di Marco Polo e la sua presenza scenica garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano, rendendolo vicino, carnale, umano. in una messa in scena simbolica dove luce e vuoto diventano protagonisti. Un viaggio teatrale capace di parlare al pubblico di oggi, interrogando il nostro modo di vivere e guardare il mondo.
“E’ un libro che non è invecchiato un giorno dalla sua pubblicazione“- ha dichiarato Zingaretti in una intervista al Corriere della Sera- “Calvino è come un viaggiatore del tempo che parla ad un lettore del futuro. Nonostante sia una sfida trasferire una prosa così ricca in teatro dove non c’è la possibilità di riascoltare un passo o sostare su una suggestione, proprio il teatro è l’unico luogo dove una città può esistere senza essere costruita dove è permesso di giocare con il tempo. Soprattutto– continua- vediamo le città che il nostro viaggiatore racconta , afflitte da problemi che conosciamo bene: sovrappopolazione urbana, turismo di massa, gentrificazione, incomunicabilità”.
Ad affiancare Zingaretti saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.
Il debutto nazionale -si diceva- è fissato dal 4 all’8 novembre 2026 al Teatro delle Muse di Ancona, dove lo spettacolo è ora in prova, a cura di MARCHE TEATRO e sarà seguito da una tournée in molte città italiane tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027
MARCO POLO E LE CITTÁ INVISIBILI
ispirato a “Le Città invisibili” di Italo Calvino, adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale, Arianna Primavera, Camilla Diana
regia e scene di Giuseppe Dipasqualecostumi Stefania Cempinimusiche Germano Mazzocchetti
produzione MARCHE TEATRO, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
F. Zandri








