Ex Mutilatini di Portonovo: le linee guida per la progettazione, dopo il percorso condiviso


La Giunta comunale di Ancona ha recentemente approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) per il recupero e la riqualificazione dell’“Ex Colonia Estiva dei Mutilatini”, all’interno della Strategia Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile e Integrato delle Aree Urbane “ITI Portonovo”, finanziata con fondi europei del Programma Regionale FESR/FSE+ Marche 2021–2027.

Si tratta di un intervento da 3 milioni di euro, finalizzato a trasformare un edificio in stato di abbandono, ma con forte valenza storica e identitaria per Ancona e per il suo mare, in una struttura aperta, accessibile e connessa con il tessuto sociale e ambientale della baia. L’obiettivo è restituire all’ex colonia una funzione ricettiva polivalente, valorizzando la posizione strategica dell’immobile nel cuore del Parco del Conero.

Il progetto di recupero dell’ex Colonia dei Mutilatini rappresenta una concreta operazione di rigenerazione sostenibile. L’edificio non sarà solo restaurato, ma rifunzionalizzato secondo un approccio integrato, in dialogo con il paesaggio e la comunità. Il rudero oggi isolato dovrà quindi diventare una presenza attiva e accessibile, capace di accogliere, formare, coinvolgere. Questo luogo, nelle finalità del progetto, dovrà recuperare la propria identità connettendo natura, memoria e futuro.


Un processo partecipato per una rigenerazione condivisa

Il documento è il risultato di un percorso di partecipazione, coadiuvato dall’UNIVPM partner del progetto, che ha coinvolto diversi soggetti: il Parco del Conero, le Associazioni del terzo settore e gli Operatori economici del Consorzio la Baia, insieme da sempre impegnati nella tutela e valorizzazione di Portonovo.

Tre workshop, svolti il 18 dicembre 2024 e il 12 maggio 2025, il 18 giugno 2025 hanno consentito un confronto aperto tra tecnici, amministratori e stakeholder, in cui sono stati condivisi gli obiettivi, approfondite le caratteristiche del bene e raccolti contributi da parte di soggetti come APS Portonovo per Tutti, ANGSA Marche, Slow Food Ancona, Consorzio La Baia di Portonovo, AIGAE Marche ed Ente Parco del Conero. L’Università Politecnica delle Marche ha inoltre curato un’analisi conoscitiva del contesto e dell’edificio, utile alla redazione del Documento di Indirizzo.


Come diventerà la ex Colonia: una struttura ricettiva, educativa e culturale integrata nel paesaggio

Il progetto immagina la trasformazione dell’ex Colonia in una struttura ricettiva polifunzionale destinato all’accoglienza, alla formazione ambientale e alla socialità. La struttura, distribuita su più livelli, sarà accessibile e in grado di funzionare durante tutto l’anno, con una capienza modulabile.

Gli spazi saranno organizzati in modo da offrire ambienti per la ricettività turistica diversificata, sale per incontri e attività culturali, aree espositive e laboratoriali. Al piano terra, oltre alla reception e alla zona comune, sarà allestito uno spazio per attività educative e divulgative. Il primo piano sarà destinato alle camere, con soluzioni differenziate per famiglie, gruppi o studenti. Anche la copertura piana sarà riqualificata e resa fruibile per attività collettive, in continuità con la terrazza e il piazzale esterno.

All’interno dell’edificio troveranno spazio anche un centro informativo sul territorio, un presidio stagionale di guardia medica e una caffetteria improntata alla sostenibilità, pensata per valorizzare i prodotti locali e generare inclusione.

Accanto alla funzione ricettiva, il progetto prevede la realizzazione di un hub dedicato alla conoscenza del Parco del Conero, con ambienti destinati a laboratori, mostre, attività educative e iniziative partecipative. Saranno predisposti spazi flessibili per ospitare incontri, percorsi formativi, momenti di ricerca e documentazione, configurando la struttura come punto di riferimento per la divulgazione ambientale e la sensibilizzazione sui temi della sostenibilità.

Anche l’esterno avrà un ruolo attivo. L’area verde potrà essere sistemata con strutture leggere e temporanee che permetteranno lo svolgimento di attività all’aperto, in continuità con i percorsi naturalistici della baia. Saranno previsti spazi sensoriali accessibili anche a persone con disabilità cognitive, motorie e sensoriali. L’area sarà dotata di un punto attrezzato per la mobilità ciclabile, collegata ai sentieri esistenti, e ospiterà elementi di arredo per laboratori, concerti e letture. Un piccolo edificio secondario, oggi adibito a rimessaggio, sarà recuperato e convertito in punto informativo ambientale e base logistica per il monitoraggio della spiaggia.


Tempi e risorse

La progettazione e la realizzazione dell’intervento si svilupperanno nel corso dei prossimi anni. Il finanziamento, pari a 3 milioni di euro, proviene dal Programma Regionale FESR/FSE+ Marche 2021–2027, con risorse destinate alla rigenerazione urbana, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla promozione dell’inclusione sociale.

Margherita Rinaldi

Foto di archivio: i Mutilatini tra gli anni 50 e 60. Negli anni 60 del 1900 l’area della colonia estiva era suddivisa in due parti dalla strada veicolare di accesso della Baia. L’accesso alla struttura avveniva attraverso una gradonata che dalla strada conduceva all’ingresso posto a sud, parte del nucleo originario

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